Creare contenuti di valore per un target specifico

Creare contenuti di valore per un target specifico: usa la testa di chi dovrà leggerti

Sembra una cosa banale da dire, ma credimi, non lo è affatto! Se vuoi creare contenuti di valore, devi conoscere alla perfezione il tuo target e aver effettuato su di esso uno studio approfondito, che ti permetta di capire esattamente a chi ti stai rivolgendo e, di conseguenza, come devi rivolgerti loro, quali informazioni devi fornire, quali conoscenze puoi dare per scontate e quali no.

Se lavori all’interno di un’azienda nel reparto marketing o comunicazione è probabile che tu sia già in possesso di queste nozioni, almeno in parte, se invece devi fare una consulenza o lavori per un’agenzia, probabilmente dovrai acquisire queste informazioni.

 

Acquisire informazioni sul tuo target

Per farlo puoi seguire tre strade, che sono in realtà tutte utili ma non sempre tutte percorribili, te le elenco dalla più semplice alla più complessa:

  • Programmare un appuntamento con il cliente o con il referente aziendale e preparare una sorta di intervista che ti aiuti a capire qual’è il target dell’azienda e quali sono le specificità di ogni nicchia con la quale dovrai confrontarti;
  • Cercare, attraverso le tue conoscenze, di contattare direttamente delle persone che corrispondano al profilo o ai profili di interesse, compiendo una “mini indagine”, informale, ma quanto più approfondita possibile (io di solito offro un aperitivo);
  • Scandagliare social network, forum, community, siti, blog di settore e cercare di acquisire tutte le informazioni utili tramite questi canali.

Queste informazioni, di solito, possono essere divise in tre filoni e riguardano:

  • Il linguaggio utilizzato dal tuo target;
  • Il profilo socio-culturale del tuo target;
  • Il suo universo di riferimento.

 

Creare contenuti di valore per un target specifico

Sebbene noi siamo abituati a pensare alla lingua come uno strumento condiviso, ogni segmento può possedere un proprio linguaggio specifico (pensa ad esempio al linguaggio medico, oppure a quello degli architetti, a quello della moda o dell’arte), un linguaggio tecnico (ad esempio quello dell’edilizia o dell’informatica o di qualsiasi altro ambito tecnologico) e una terminologia che, se non sei “del mestiere” difficilmente potrai conoscere.

Allo stesso modo, è importante conoscere il profilo socio-culturale del tuo target per capire esattamente quale livello di approfondimento può essere utile e dopo quale soglia la verticalità può diventare controproducente.

Infine, l’universo di riferimento riguarda quell’insieme di valori e conoscenze con le quali il tuo target si identifica: come ad esempio la formula uno per gli appassionati di motori, la sfida Apple-Android per chi si occupa di Smartphone, il mondo Slow-food per i ristoratori, etc.

Ti faccio un esempio: poniamo il caso che tu debba scrivere un contenuto su un climatizzatore.

Prima di iniziare a scrivere, naturalmente, dovrai capire esattamente a chi è destinato l’articolo. Se il target è l’utente finale, utilizzerai un linguaggio molto semplice, spiegando quali sono i benefici di quel climatizzatore per chi deve installarlo in casa (risparmio energetico, silenziosità, comfort domestico, etc.), potrai utilizzare qualche metafora (senza esagerare) e qualche frase più enfatica o emozionale che colpisca il lettore.

Se invece il tuo articolo sarà destinato ad un target di installatori, o di aziende che effettuano installazioni di condizionatori, userai un linguaggio completamente diverso: dovrai descrivere le caratteristiche tecniche del prodotto, usando il linguaggio tecnico specifico che appartiene a quella nicchia e tenendo conto che la maggior parte dei tuoi lettori saranno degli idraulici o degli elettricisti.

L’universo di riferimento, nel primo caso, sarà l’abitazione, la vita quotidiana, il piacere di dormire al fresco nelle calde notti d’estate, il rientro a casa dopo una giornata stressante, mentre nel secondo caso avrà a che fare con il lavoro quotidiano, con la difficoltà o facilità di installare il prodotto, con le garanzie da fornire al cliente, con le certificazioni e i dati più strettamente tecnici.

Insomma i due articoli, pur parlando dello stesso prodotto, risulteranno alla fine completamente diversi…

…e tu cosa ne pensi?

Nicola Bano

Nato a Venezia nel 1983. Laureato in Comunicazione all’Università di Padova. Da sempre appassionato di web, scrittura e comunicazione in tutte le sue forme. Esperienza come giornalista, blogger, Web-Copy. Specializzato nella creazione di strategie di comunicazione on- line, anche in ambito B2B: Content Marketing, Social Media, SEO, e-mail marketing e Web Copy.

Comments 2

    1. Dipende dal settore nel quale stai operando, non esiste uno strumento per “verificare il linguaggio”, però in alcuni casi esistono dei vocabolari “di settore”, ad esempio per la medicina o l’informatica, che ti aiutano ad utilizzare dei termini specifici.

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